Caltagirone, una nuova City Welfare

Con un applauso alle assistenti degli alunni disabili che in questi mesi hanno continuato a garantire il loro servizio nelle scuole, pur non percependo retribuzione, si è aperto l’incontro tematico sul Welfare tenutosi venerdì 20 maggio presso la sede del comitato elettorale del candidato Sindaco Franco Pignataro. <<Non si può essere impreparati di fronte ai problemi della disabilità>> così l’assessore designato Angela Tasca ha introdotto l’argomento. La disabilità va intesa in termini di interazione tra la persona e l’ambiente, in base a tale rapporto può generare discriminazioni.

<<Ripartire da chi siamo per realizzare percorsi inclusivi che coinvolgano tutti – ha esordito la dr.ssa Sheila Scerba – e per farlo la futura amministrazione della città dovrà predisporre un Piano Regolatore del Welfare>>, che abbia l’obiettivo di creare una solida rete tra utenti, Comune, ASP, associazioni, cosicché i vari soggetti possano dialogare tra loro al fine di intraprendere un’azione coordinata nel territorio.

E allora la parola d’ordine è una: ascolto. Comprendere i bisogni delle famiglie deve essere il primo step da cui partire per avviare una politica sociale che possa rispondere a tali esigenze, intercettando le risorse che sono a disposizione e progettando le soluzioni migliori per reperirle.

Nel corso del pomeriggio sono stati analizzati diversi aspetti che interessano le politiche sociali e molteplici sono state le proposte avanzate: riapertura dell’asilo nido nel centro storico della città; educativa domiciliare per le famiglie più bisognose; istituzione di uno “spazio neutro” per i coniugi in fase di separazione. Ed ancora: creazione di un albo di accreditamento per gli anziani che vogliono offrire la loro opera di volontariato; riduzione delle tasse per alcune categorie di pensionati. Si è  anche parlato di immigrati in termini di accoglienza, integrazione e sicurezza, con l’inserimento mirato nel mondo dei lavori socialmente utili.

Ampio spazio è stato dedicato alle misure da adottare per combattere la povertà e le conseguenze dettate dalla situazione economica nazionale che hanno colpito la nostra città: disoccupazione, depressione, incremento dell’usura, “cervelli in fuga”, delinquenza. Dal dibattito è emersa la volontà di far fronte a tale disagio sociale attraverso proposte concrete, tra le quali il baratto amministrativo per i “debitori incolpevoli”, lo sfruttamento dei fondi per la prevenzione dell’usura, la valorizzazione dell’agricoltura come fonte di lavoro.

Un progetto innovativo è quello dei “cervelli in casa” che, a detta della dr.ssa Scerba, hanno la possibilità di rimanere sia sfruttando le opportunità formative che dà per esempio la Fondazione – Istituto Tecnico Superiore “Steve Jobs”, fiore all’occhiello della nostra città; sia creando uno sportello per i giovani: uno spazio con Wi-Fi gratuito dove incontrare gli altri, lavorare in team ed essere guidati nella avviamento di Start Up di successo.

Ed infine la salute mentale, altro aspetto irrinunciabile del Welfare. È prioritario lavorare in sinergia con l’ASP al fine di promuovere l’indipendenza dei soggetti e l’inserimento ove possibile nell’ambito lavorativo. Interessanti a tal proposito gli interventi del dr. Campisano, che ha parlato della positività dell’esperienza del Rems di Santo Pietro, e del dr. Barone, che ha sottolineato l’urgenza di far sì che Caltagirone torni ad essere comune capofila nel territorio per la riorganizzazione dei servizi.

In definitiva <<Bisogna riportare le politiche sociali al primo posto – ha concluso Pignataro – con senso di responsabilità, fiducia e collaborazione>>. I cittadini, infatti, sono portatori di diritti e Caltagirone deve tornare ad essere inclusiva non solo per i più deboli ma per ognuno di noi.

Tecla Guzzardi

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