Franco Pignataro Sindaco: Cultura e Turismo

Dal giugno 2002 Caltagirone – assieme a Catania, Militello Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli – è stata inserita nella lista del patrimonio Mondiale Unesco (Val di Noto – Le città Tardo Barocche, 2002) poiché i beni architettonici, artistici e culturali che la abbelliscono e la caratterizzano, rappresentano un unicum per le importanti innovazioni apportate e realizzate sia nell’ambito della progettazione e della pianificazione urbanistica che in quello artistico-culturale. A questo si deve aggiungere il notevole e prezioso patrimonio librario-documentale (manoscritto e a stampa) conservato nelle biblioteche e negli archivi (pubblici, privati ed ecclesiastici) della città, attraverso cui è possibile ricostruire le vicende storiche e artistico-musicali dell’univertas sin dalla metà del XV secolo.

Caltagirone, che ha sempre avuto una funzione propositiva e di guida fra le otto città barocche del Val di Noto, oggi corre il serio rischio di essere estromessa, poiché per lassismo e incuria dell’ultima Amministrazione, nessun rappresentante della città ha più preso parte attiva alle riunioni e alle iniziative promosse da questo importante sodalizio di cui la città fa parte. Le conseguenze di tale estromissione sarebbero disastrose! Caltagirone, dunque, non solo deve evitare di essere esclusa dal sito Unesco, ma al più presto recuperare e confermare il ruolo e il prestigio avuti nel recente passato, proponendosi come luogo di riferimento non solo per le Città Tardo Barocche del Val di Noto, ma per tutte le altre appartenenti al Distretto Culturale del Sud Est della Sicilia, con le quali fare rete condividendo e progettando con esse le migliori strategie affinché il turismo diventi e si confermi una delle principali risorse di benessere economico-artistico-culturale di questa importante area siciliana.

Di conseguenza attenzione particolare dovrà essere rivolta all’intero patrimonio architettonico, artistico e ambientale, costituito da chiese (molte delle quali chiuse e in stato di degrado), palazzi e monumenti, il Cimitero Monumentale, il Giardino Pubblico e in particolar modo lo straordinario centro storico di Caltagirone. Tutti questi luoghi meritano una particolare manutenzione, che li renda fruibili ai numerosi visitatori. In tal senso urge dotare la città di tutta una serie di basilari e indispensabili servizi (a partire da quelli igienici tutt’ora mancanti) affinché il turista-visitatore sia accolto e ospitato nel migliore dei modi.

Turismo e cultura dovranno essere i pilastri sui quali dovrà poggiare la rinascita di Caltagirone. Convinti che la presenza sul web del sistema beni culturali e architettonici possa essere incisiva e pesare favorevolmente sulla crescita e l’incremento economico che attorno ad essi ruota e potrebbe svilupparsi, crediamo sia opportuno ridefinire e contestualmente potenziare il Portale Web della città (attualmente obsoleto e poco attraente). La visibilità sul web, per qualsiasi Istituzione, e a maggior ragione per quelle culturali, è un elemento imprescindibile di crescita funzionale e relazionale. La presenza di adeguate strategie in grado di promuovere attraverso forme mirate di comunicazione e valorizzazione avanzata on-line del nostro “prodotto culturale” (chiesa, ceramica, palazzo, museo, archivio, biblioteca, eno-gastronomia, cultura popolare e quant’altro) sarebbe una attrattiva in più per l’utente ‘remoto’ con la finalità di trasformarlo tout court in utente ‘reale’.

Ospedale delle Donne, Villa Patti, Carcere Borbonico, Palazzo Reburdone, Museo ex Fornace Hoffman, Museo del Presepe “L. Colaleo”, Palazzo Libertini di San Marco, Museo Naturalistico di Santo Pietro, a cui vanno aggiunti il Museo Regionale della Ceramica, e quelli ecclesiastici (Museo dei Padri Cappuccini e il Museo Diocesano). Questi sono i principali musei di cui Caltagirone può vantare la presenza, e che raccolgono molta parte del patrimonio che gli artisti (locali e non), nel corso dei secoli, sono stati capaci di creare. I musei sono quindi una risorsa che va potenziata (quantitativamente e qualitativamente) e resa sempre più fruibile a un bacino di utenza sempre più vasto e differenziato (dal semplice turista, allo studioso, dai ricercatore alle scolaresche). E’ quindi necessario potenziare innanzi tutto la politica di gestione, che non dovrà limitarsi alla conservazione del bene artistico ma, come avviene in altri musei italiani ed europei, dovrà trasformarsi in un luogo vivo e interattivo, fonte di formazione e accrescimento culturale, dentro e fuori le mura del museo.

Stessa politica dovrà essere attuata per la Biblioteca Comunale “E. Taranto” e l’Archivio Storico Comunale, che da anni subiscono e patiscono l’assoluta ‘disattenzione’ da parte dell’Amministrazione comunale. Essi, unitamente e in aggiunta alla Sezione dell’Archivio di Stato, contengono un patrimonio librario e documentario (a stampa e manoscritto) di straordinario interesse (non dimentichiamo che l’esistenza e la consistenza di tale patrimonio cartaceo fu uno dei motivi per cui Caltagirone fu inserita fra le citta patrimonio dell’Unesco) il quale deve essere recuperato, conservato, restaurato, cautelato e, soprattutto, reso fruibile alla collettività e non solo dagli studiosi e dai ricercatori. Anche la biblioteca – il cui patrimonio dovrà necessariamente essere immesso nella rete on-line del Servizio bibliotecario nazionale – dovrà, come i musei, essere un luogo vivo e di promozione culturale orientato verso un’utenza, sempre più ampia per provenienza ed età, di volta in volta invitata a partecipare e riflettere su problematiche di vario genere inerenti la storia, la filosofia, la letteratura, la poesia, la sociologia, come pure i linguaggi artistici: dal cinema al teatro, dalla pittura alla architettura, dalla scultura alla musica. Particolare attenzione dovrà essere rivolta all’Archivio Storico Comunale i cui documenti necessitano di inventariazione e catalogazione, ai fondi musicali esistenti a Caltagirone e a tutto il materiale d’interesse etnologico ed etnomusicologico che la città possiede.

All’interno di questo progetto di rinascita culturale saranno di fondamentale importanza tutta una serie di iniziative artistico-musicali-culturali, cadenzate nel corso dell’intero anno e che, dunque, dovranno acquisire carattere di continuità: mostre d’arte e ceramica, stagioni concertistiche e teatrali, convegni, rassegne cinematografiche e poetico-letterarie. Alcune di esse dovranno svolgersi nell’ambito delle principale ricorrenze festive caltagironesi: fra queste i riti della Settimana Santa e la Pasqua; la festa del Santo Patrono S. Giacomo e tutte le festività del Santo Natale. Queste manifestazioni (ben pubblicizzate e, soprattutto, accuratamente realizzate) dovranno avere cadenza annuale, svolgendo temi di volta in volta differenti ma sempre affini alla celebrazione medesima e alla tradizione; tutto ciò oltre a rivitalizzare la vita artistico-culturale della città, attirerebbe un turismo non più esclusivamente “mordi e fuggi”, ma sempre più ‘stanziale’ e ‘qualificato’ con conseguenti importanti ricadute anche di ordine economico.